Maestro

Franco  Valchera. 10.4.1946. Giornalista.                                           

3. Dan FAA Taijutsu/Bukiwaza e 3. Dan Aikikai.

Ho iniziato la pratica dell’aikido alla soglia dei 50 anni. Da subito quest‘ arte marziale mi ha affascinato, sia per il suo percorso tecnico che per la sua connotazione filosofica. Valori sicuri e da consolidare nel tempo sul tatami ma anche al di fuori, in famiglia, sul lavoro, con gli amici.

Sin dall’inizio con l’Aikido Institut Zürich (insegnante Roland Spitzbarth) ho privilegiato l’aikido tradizionale, quello che dal suo dojo storico di Iwama, O’Sensei (1883–1969) ha trasmesso ai suoi allievi. A Morihiro Saito (1928-2002) in primis, grande maestro che ho avuto il privilegio di seguire in alcuni suoi stages. In qualità di Uchideshi (allievo interno) ho trascorso più periodi in diverse scuole di aikido, da quella fondamentale di Iwama, dove Hitohira Saito continua gli insegnamenti del padre Morihiro Saito, a quella della FAA (Fundamental Aikido Association) di Daniel Toutain, il cui dojo centrale si trova ad Aywaille, in Belgio. Per sei anni ho poi seguito a Zurigo i corsi di Akimasa Watanabe, allievo diretto sia di Morihiro Saito Sensei che del figlio Hitohira Saito Sensei.

Ritengo l’aikido un linguaggio universale alla portata di tutti e all’esclusiva di nessuno. Per questa ragione e per mia curiosità mi sono interessato (e in parte continuo a esserlo) anche al lavoro di maestri che hanno un approccio diverso da quello cui sono abituato da anni: Miles Kessler, Lewis Bernaldo de Quiros, Patrick Cassidy, Frank Doran, Robert Nadeau. Il soggiorno in un monastero buddista a Lumbini (Nepal) mi ha poi portato a considerare la meditazione anche come elemento complementare alla pratica delle arti marziali. Da qui il suo, seppur modesto, inserimento nel processo di apprendimento dell’aikido.